Music, Mimesis and Dementia
Music, Mimesis and Dementia

Music, Mimesis and Dementia

Music, Mimesis and Dementia – A research study

dal 2020

Ideatrice e curatrice / Project by:
Jenny England

Promosso da
University of the Highlands and Islands (Scozia)
in collaborazione con Università Roma Tre (Roma, IT)
finanziato dall’Alzheimer’s Society (UK) 

Il progetto – The project

This study, currently in progress, considers the use of mimesis, in relation to musical stimuli and how this combination of elements supports expression and connection in a dyadic relationship (the dyad involves a person living with dementia and a significant other in their lives).

Questo studio, attualmente in corso, prende in considerazione l’uso di mimesis in relazione agli stimoli musicali e il modo in cui questa combinazione di elementi supporta l’espressione e la connessione in una relazione diadica (la diade coinvolge una persona affetta da demenza e una persona significativa nella sua vita).

Linee di ricercaPrinciple Research Enquiries

  • La mimesi – un movimento incarnato che consiste nel diventare simili nei movimenti o nei gesti – in combinazione con la musica, può sostenere la comunicazione e l’espressione creativa di una persona affetta da demenza?
  • In che modo un’attività che utilizza mimesis e musica influisce sulla qualità delle relazioni di queste diadi?
  • Esplorare mimesis e musica nel contesto della cura della demenza in due culture diverse.
  • Can mimesis – an embodied movement of becoming similar in movement or gesture – in combination with music, support communication and creative expression for a person living with dementia?
  • How does an activity utilising mimesis and music impact relationship quality for these dyads?
  • Exploring mimesis and music in the context of dementia care in two different cultures.

Approfondimento – Project insights

La musica ha già dimostrato di avere molteplici benefici per le persone affette da demenza. Ci sono poche evidenze sulla combinazione della musica con i gesti e il movimento come parte di un’attività comunicativa condivisa e nessuna ricerca che consideri questo aspetto attraverso la lente della mimesis da una prospettiva pedagogica. Il fondamento di questa prospettiva si basa sulla premessa che il processo di apprendimento e di comprensione è il processo di rendere se stessi simili e che la mimesi è il nostro modo naturale di renderci simili agli altri. L’atto mimesico, o “fare la mimesi” di qualcosa, impegna una risposta espressiva corporea non dipendente dal ragionamento cognitivo. In una cultura che privilegia il cognitivo per definire l’autostima e la capacità, la mimesis offre un percorso alternativo; un percorso che ha il potenziale di contribuire al “senso di sé” e all’agency attraverso il nutrimento di questa capacità mimesica espressiva e relazionale. Si tratta di una capacità probabilmente poco sfruttata e trascurata nell’ambito della ricerca sulla demenza. Esplorando questo aspetto, contribuiamo al dibattito in questo campo che sostiene un approccio incarnato alla cittadinanza. Se le componenti chiave della cittadinanza sono l’interdipendenza, l’espressione di sé e l’impegno reciproco, allora la mimesis, attraverso l’uso espressivo del corpo, offre un percorso realizzabile.

Metodi: analisi tematica qualitativa. Test con strumenti quantitativi per misurare la qualità della relazione, della presenza e della connessione.

Erogazione: faccia a faccia e piattaforme digitali. Totale partecipanti: 52.

Luoghi: Scozia rurale e Italia.

Music has already shown to have multiple benefits for persons living with dementia. There is scarce evidence on combining this with gestures and movement as part of a shared communicative activity, and no research that considers this through the lens of mimesis from a pedagogical perspective. The foundation for this perspective is based on the premise that the process of learning and understanding is the process of making oneself similar and that mimesis is our natural way to make ourselves similar to another. The mimetic act, or ‘to make the mimesis’ of something, engages an expressive bodily response not dependent on cognitive reasoning. In a culture that priorities the cognitive to define selfhood and capacity, mimesis offers an alternative pathway; a pathway which has the potential to contribute to a ‘sense of self’ and agency through the nourishment of this mimetic expressive and relational capacity. This is arguably an under-untapped and neglected capacity within dementia research. In exploring this, we with contribute to the debate in this field that advocates for an embodied approach to citizenship. If key components of citizenship are interdependence, self-expression, and reciprocal engagement, then mimesis, through the expressive use of the body offers an achievable pathway for this to be realized.

Design and Methods: qualitative thematic analysis. Testing of quantitative tools to measure quality of relationship, presence, and connection.

Deliveryface to face and digital platforms. Total participants: n = 52.

Locationsrural Scotland and Italy.