Re.Sto.Re
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2019-2022

Responsabile scientifico unità di Ricerca Roma Tre: 
prof. Gilberto Scaramuzzo

Promosso da:
Capofila: Oltre le Parole onlus (IT). Partners: Associazione ProSoc (SI), Associazione Artistica di Bielsko “Grodski Theatre” (PL), Magenta Consultancy (ES), PELE (PT), Comunità di San Patrignano (IT), Smashing Times International Centre for the Arts and Equality (IE), Università Roma Tre (IT), “Dire Fare Cambiare” dell’Associazione “Chiave di Svolta” (IT). Progetto finanziato dal programma Erasmus Plus dell’Unione Europea.

Il progetto

Re.Sto.Re ha inteso promuovere la cooperazione e lo scambio di buone prassi a livello Europeo per quanto concerne l’utilizzo del Teatro nel sociale e aveva inoltre l’obiettivo di incrementare le opportunità formative e le possibilità di occupazione dei professionisti che lavorano nel campo del Teatro Sociale e di Comunità.

L’idea di “fare teatro” come attività di supporto a persone vulnerabili, a rischio di esclusione, è presente da tempo nelle pratiche artistiche e sociali. Buone prassi sono storicamente presenti in tutta Europa, e mostrano il potenziale, l’efficienza e l’applicabilità trasversale di questo approccio, che può essere applicato con successo a gruppi di qualsiasi età e adattato a diversi soggetti con problematiche di vario tipo. Tale approccio educativo si basa sull’idea di sviluppare competenze di base e abilità, aumentando la capacità di prendere iniziative e la fiducia in sé stessi tramite l’attività in ambito teatrale, facilitando quindi l’inclusione sociale, le relazioni, le possibilità espressive e, dunque, il benessere. Nel panorama italiano, uno degli esempi di buone pratiche più rilevanti è quello dell’associazione Oltre le Parole, capofila del progetto europeo, che da oltre quindici anni si occupa di formazione nell’ambito dell’educazione non formale, ma con importanti contatti anche con le istituzioni e il mondo accademico.

Una forma peculiare, nata in Brasile durante gli anni ottanta e diventata poi piuttosto popolare in Europa grazie alla sua applicabilità trasversale, è “Il Teatro dell’Oppresso”, basato sull’idea che mentre fanno teatro gli “spett-attori” possono trasformare la relazione tra loro stessi e ciò che li circonda. Questa è però solo un possibile declinazione dell’ampia e potente metodologia del Teatro Sociale e di Comunità, e il progetto Restore vuole raccontare anche le altre possibilità di utilizzare il Teatro tramite le metodologie e gli approcci europei nelle numerose esperienze pedagogiche del passato e del presente. Basandosi su queste premesse, il progetto intende promuovere la cooperazione e lo scambio di buone prassi a livello Europeo e intende far uso del vantaggio dato dagli strumenti di trasparenza e riconoscimento dell’Unione Europea per incrementare le opportunità formative e le possibilità di occupazione di professionisti che lavorano nel campo del Teatro Sociale e di Comunità.

Obiettivi

Principali

  • Descrizione del profilo professionale dell’Operatore di Teatro Sociale secondo gli standard dell’UE.
  • Standardizzazione della formazione per Operatore di Teatro Sociale. 
  • Indicazioni metodologiche per la convalida, il riconoscimento e la certificazione della professione a livello nazionale.

Specifici

  • incoraggiare la diffusione del Teatro Sociale e di Comunità come un efficace mezzo di inclusione sociale per adulti con difficoltà dell’apprendimento;
  • rafforzare la cooperazione e facilitare lo scambio di buone pratiche nel campo dell’educazione informale tra le organizzazioni che prendono parte al progetto;
  • definire un processo di riconoscimento e standardizzazione della professione dell’OPERATORE DI TEATRO SOCIALE a livello dell’Unione Europea, una nuova figura professionale declinata in termini di conoscenze, competenze e capacità.

Soggetti destinatari

  • Organizzazioni istituzionali e no-profit che lavorano nell’ambito del disagio e della fragilità sociale
  • Educatori  e figure affini di professionisti e volontari che lavorano nel campo del Teatro Sociale e Comunitario
  • Gruppi a rischio di esclusione sociale e segregazione come migranti, disabili, detenuti, minorità etniche, ex tossicodipendenti, NEETs, etc.
  • Artisti che lavorano nel campo della fragilità, del disagio, in contesti di margini sociali e culturali.

Per saperne di più

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