relazione
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Per una educazione poetica

A dicembre 2025 è stato pubblicato da Roma TrE-Press il volume curato da Gilberto Scaramuzzo, Chiara Massullo ed Elisabetta Proietti, in cui diversi autori si interrogano su quale possa essere il contributo di un’educazione poetica alla formazione dell’essere umano e in che modo l’arte e l’attenzione all’espressione umana possano generare un relazionarsi che si nutra di bellezza, che pratichi la bellezza e che coltivi la bellezza.

Il corpo e l’arte di essere l’altro

Nell’articolo si tenta l’analisi dell’azione del mimare, presente in ogni essere umano, ponendo l’attenzione sulla dimensione immedesimativa del mimare (quella dove tutto l’essere entra in gioco e l’esteriorità dell’agire non è che la manifestazione di profondi processi interiori), movimento ben differente dall’imitazione esteriore, e se ne indaga il ruolo all’interno dei processi di apprendimento e nel relazionarsi all’alterità.

Si può educare alla creatività?

Troppo spesso l’azione educativa è costruita per ostacolare la creatività umana e con essa una convivenza fondata sull’empatia e sull’ascolto profondo dei bisogni dell’altro. Una convivenza di adulti che abbiano guadagnato, in forza di una azione educativa qualificata, un’eccellenza nelle proprie capacità creative ci lascia immaginare un mondo in cui ciascuno fa sé a immagine e somiglianza di quello che dice, e in cui ciascuno si fa capace di dire quello che egli è, un mondo in cui ciascuno vuole in sé l’altro come l’altro per se stesso si vuole.

Meditazioni filosofico-educative

Cinque meditazioni su temi bioetici: Medicina dei bisogni, medicina dei desideri… Ma che ne sappiamo noi dei bisogni dell’uomo?; Umanizzare la vita: preoccuparsi della vita nell’uomo; La relazione medico paziente: una riflessione filosofico-educativa; L’appropriatezza della cura: la mesotes nella therapeia; Medicalizzazione e umanizzazione: la medicalizzazione tra consumismo ed etica.

Coltivare l’essere-in-relazione

In queste pagine si riflette sulla necessità di una rivoluzione epistemologica in senso relazionale, che consenta, aldilà dell’approccio dicotomico e riduzionista, la valorizzazione delle reliance intra e iner-umane, tra uomo e natura, logos e mythos. L’ipotesi è che una maggiore integrazione dell’approccio estetico – capace di praticare i sentieri dell’unità, superando opposizioni e dualismi – nelle modalità di conoscenza e relazione permetterebbe tale rivoluzione e di coltivare, quindi, l’essere-in-relazione.