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Premessa (Mimopaideia)

Cosa succede se si sollecita, in un determinato contesto educativo o terapeutico, un soggetto a utilizzare in maniera qualificata la propria capacità mimesica? I saggi raccolti nel volume investigano tale questione, testimoniando le azioni formative, educative o terapeutiche incentrate sull’esercizio della capacità mimesica intraprese dagli autori.

“A scuola ho imparato a…”

Queste note a margine sono scaturite dalla lettura attenta delle parole di bambini di scuola primaria in risposta a una domanda proposta loro dai ricercatori coinvolti nel progetto “Nulla dies sine linea” – «Che cosa hai imparato a scuola?» – e, proprio a partire dalle parole scritte dai bambini, il presente studio si propone di riflettere intorno al senso della scuola. 

Mimesis ed etica

In questo saggio si parla di mimesis e della rilevanza di questo dinamismo per il costituirsi dell’agire umano. Poiché l’essere umano impara ad agire attraverso un processo mimesico, da un punto di vista etico il problema della formazione umana potrebbe dirsi in questi termini: di chi è bene fare la mimesis? A chi è bene che ci rendiamo simili? È inoltre necessario chiedersi: è possibile che quel che è bene per il singolo lo sia anche, necessariamente, per la convivenza? 

La salvaguardia di quel margine ineffabile che concerne l’educabilità umana

Questo contributo intende riflettere su una delle ultime lezioni di Edda Ducci per come l’ha espressa nell’ultima delle opere collettive che ha curato all’interno della collana di Anicia da lei diretta, “Filosofare sull’educativo”, per verificarne la portata nella riflessione filosofico-educativa che segna l’attualità.