Elisabetta Proietti
Elisabetta Proietti

Per una educazione poetica

A dicembre 2025 è stato pubblicato da Roma TrE-Press il volume curato da Gilberto Scaramuzzo, Chiara Massullo ed Elisabetta Proietti, in cui diversi autori si interrogano su quale possa essere il contributo di un’educazione poetica alla formazione dell’essere umano e in che modo l’arte e l’attenzione all’espressione umana possano generare un relazionarsi che si nutra di bellezza, che pratichi la bellezza e che coltivi la bellezza.

Il movimento delle parole 1 – Condivisioni: Festival dei Due Mondi

Il 4 luglio 2025, all’interno del percorso “Condivisioni” del Festival dei due mondi di Spoleto, il primo appuntamento del ciclo di laboratori artistico-educativi aperti a tutti che si svolgeranno in diverse città d’Italia. Promosso dal Fondo Camilleri in occasione del centenario dell’autore, curato da E. proietti e condotto da G. Scaramuzzo, in collaborazione con la Roma Tre Mimesis del DSF di Roma Tre.

Essere accesi per cambiare il mondo

La “grande distrazione”, che proponiamo come categoria pedagogica ed esistenziale, ci sembra rappresentare un rischioso nuovo paradigma dell’oggi: è l’assiduità del distoglimento da  sé,  il  continuo  essere  spostati  altrove,  la  pervasiva  induzione  a  eludere il  qui  e  ora,  il ripiegamento  delle  più  belle  energie  umane  verso  la  stasi. È  allora  necessario  e  urgente chiederci:  come  si  può  favorire  la  presenza  piena,  nella  vita  quotidiana  e  in  particolare  nei contesti educativi? Nel presente studio, attraverso le riflessioni di autori classici e il pensiero complesso di Edgar Morin, mettiamo in luce come un’educazione poetica (ossia che coltivi e valorizzi    la    capacità    mimesica    e    la    partecipazione    estetica    alla    realtà)    consenta un’intensificazione della qualità dell’esserci e dell’essere insieme, e quindi della presenza. Riportiamo infine un esempio di educazione poetica raccontando l’esperienza del progetto educativo “Il sasso nello stagno. In movimento tra parole e storie”, una sperimentazione svolta in alcuni licei italiani in cui la lettura espressiva ha costituito la via privilegiata per accendere e aiutare a manifestare la presenza piena degli studenti.