Il posto delle parole
Gilberto Scaramuzzo porta a Scrivere a Ceglie Messapica 2026 il contributo del MimesisLab in un incontro dedicato ai temi della parola e dell’espressione.
Gilberto Scaramuzzo porta a Scrivere a Ceglie Messapica 2026 il contributo del MimesisLab in un incontro dedicato ai temi della parola e dell’espressione.
“Che presenza tu mi chiedi?” è un laboratorio di lettura ad alta voce e inclusione per studenti e studentesse delle scuole superiori, dedicato al tema della presenza, della parola e delle relazioni. Un percorso espressivo che unisce corpo, arte e voce per rafforzare consapevolezza, inclusione e senso di comunità.
Le parole nascono da un rapporto profondo, mimesico, con il mondo, ma se questo rapporto è invece di superficie, se non è quello di un esperire diretto, interiore, totale, che fine fanno le parole e noi uomini con loro? L’autore ritiene che occorra, con forza e impegno, invertire questa circolarità e innescare il processo opposto: ridare spessore alla parola è ridare spessore all’uomo.
È possibile individuare un canone che regoli il rapporto tra il lettore e il brano in modo che si realizzi un leggere bello/buono/giusto? L’atto del leggere lo si può ri-conoscere come un dare vita alle parole; e soltanto qualcosa di vivo può dare vita. L’autore nell’articolo indaga proprio questo movimento.
Questo studio presenta l’espressione umana entro l’orizzonte della filosofia dell’educazione; in seconda battuta indaga la natura mimesica della parola proponendo una paideia volta alla ri-sacralizzazione del dialogo nella quotidianità, attraverso la Pedagogia dell’Espressione. La terza parte traccia l’orizzonte di un progetto educativo come base euristica di una ricerca-azione sulla cura della parola dell’essere umano, nei luoghi dell’educativo.
The essay is developed through a dialogue between two definitions of a human being: Human beings are human beings because they have word (Sheler, Ebner, Ducci) and Human beings are mimetic animals par excellence (Aristotle). From this dialogue emerges the sense of a re-evaluation of the poetic dimension of word for human expression. A fundamental contribution to this re-evaluation of the poetic dimension of word will be provided by the research work developed by the theatre master Orazio Costa Giovangigli who spent his life solving the problem of how to bring the word of an author to life on stage through the interpretation of an actor.