partecipazione estetica
partecipazione estetica

La complessa poetica dell’educare

L’articolo di Massullo e Scaramuzzo, pubblicato a dicembre 2025 sul n.2 della rivista Studi di Formazione, esplora la dimensione estetico‑poetica dell’educazione, proponendo la poesia della vita come categoria pedagogica. La partecipazione estetica è analizzata come pratica che genera empatia, solidarietà e comprensione, offrendo una prospettiva per affrontare le sfide sociali ed ecologiche contemporanee.

Essere accesi per cambiare il mondo

La “grande distrazione”, che proponiamo come categoria pedagogica ed esistenziale, ci sembra rappresentare un rischioso nuovo paradigma dell’oggi: è l’assiduità del distoglimento da  sé,  il  continuo  essere  spostati  altrove,  la  pervasiva  induzione  a  eludere il  qui  e  ora,  il ripiegamento  delle  più  belle  energie  umane  verso  la  stasi. È  allora  necessario  e  urgente chiederci:  come  si  può  favorire  la  presenza  piena,  nella  vita  quotidiana  e  in  particolare  nei contesti educativi? Nel presente studio, attraverso le riflessioni di autori classici e il pensiero complesso di Edgar Morin, mettiamo in luce come un’educazione poetica (ossia che coltivi e valorizzi    la    capacità    mimesica    e    la    partecipazione    estetica    alla    realtà)    consenta un’intensificazione della qualità dell’esserci e dell’essere insieme, e quindi della presenza. Riportiamo infine un esempio di educazione poetica raccontando l’esperienza del progetto educativo “Il sasso nello stagno. In movimento tra parole e storie”, una sperimentazione svolta in alcuni licei italiani in cui la lettura espressiva ha costituito la via privilegiata per accendere e aiutare a manifestare la presenza piena degli studenti.