Educazione (è) amore
Il 16 dicembre 2025 sul n.30 della Rivista “Annali online della Didattica e della Formazione Docente” è stato pubblicato un articolo di Chiara Massullo, dedicato ad approfondire il ruolo dell’amore nella relazione educativa.
Il 16 dicembre 2025 sul n.30 della Rivista “Annali online della Didattica e della Formazione Docente” è stato pubblicato un articolo di Chiara Massullo, dedicato ad approfondire il ruolo dell’amore nella relazione educativa.
Le parole nascono da un rapporto profondo, mimesico, con il mondo, ma se questo rapporto è invece di superficie, se non è quello di un esperire diretto, interiore, totale, che fine fanno le parole e noi uomini con loro? L’autore ritiene che occorra, con forza e impegno, invertire questa circolarità e innescare il processo opposto: ridare spessore alla parola è ridare spessore all’uomo.
Il movimento del Realismo Terminale sembra provocare il mondo dell’educativo a una riflessione intorno al ruolo che gli oggetti hanno assunto nel nostro vivere. In questo intervento si intende accogliere questa provocazione e valutare in che misura le opere artistiche del Realismo Terminale possano contribuire all’umanizzazione dell’essere umano.
L’intento del presente studio è quello di rileggere la riflessione platonica e aristotelica su mimesis, anche alla luce degli studi più recenti, per ipotizzare una didattica che costruendosi poeticamente e non soltanto razionalmente possa costituirsi come inclusiva, perché in grado di rispondere ai bisogni profondi di coloro che presentano difficoltà di apprendimento e di comportamento.
Drammaturgia di strada molto liberamente ispirata al paragrafo 125 della “Gaia Scienza” di Friedrich Nietzsche.
Il saggio propone un’ermeneusi in chiave di filosofia dell’educazione di un saggio pirandelliano, “Non parlo di me”: in questo scritto, parlando di come si diventa un artista, Pirandello ci offre, tra le righe e più in generale, un percorso prezioso sull’umanarsi umano.
In questo saggio l’autore denuncia la crisi del Teatro-paideia e propone una via per impegnarsi a rispondere a tale crisi, il Teatro nuovo. In questo può esser tutto detto il senso della ricerca del Teatro nuovo: esser paideia per l’uomo di oggi. Esser Teatro che nutre spiritualmente l’uomo e il teatro umano.
Un titolo contro-tendenza che segna un impegno anch’esso contro-tendenza: quando sembra urgente spendere le proprie energie per spiegare e per risolvere, impegnarsi, invece, per scrutare l’aspetto mistero della comunicazione umana/umanante, quell’aspetto che non può – per la sua natura – essere l’oggetto di un’analisi logico-razionale, ma che evidentemente è nella comunicazione umana/umanante, e che se misconosciuto la impoverisce, fino a immiserirla qualitativamente, a dispetto di qualsivoglia incremento quantitativo.
Cinque meditazioni su temi bioetici: Medicina dei bisogni, medicina dei desideri… Ma che ne sappiamo noi dei bisogni dell’uomo?; Umanizzare la vita: preoccuparsi della vita nell’uomo; La relazione medico paziente: una riflessione filosofico-educativa; L’appropriatezza della cura: la mesotes nella therapeia; Medicalizzazione e umanizzazione: la medicalizzazione tra consumismo ed etica.
Questo studio intende riaffermare la valenza educativa dell’opera pirandelliana e contribuire a superare il misconoscimento che ancora grava su di essa.
Analizza alcune pagine in cui è possibile riconoscere l’intento edificante dell’autore e il suo impegno a ‘cantare’ di una verità che rende umani.