Pubblicazioni
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Poetiche della sessualità

Nel novembre 1960, la rivista Esprit dedica un approfondimento monografico al tema della sessualità e Paul Ricœur ne cura l’introduzione. Questo studio indaga le riflessioni che Ricœur dedica ad amore e sessualità e nasce dall’ esperienza che l’autore ha maturato facendo lezione sulle pagine delle Lettere a un giovane poeta di Rainer Maria Rilke a una sua classe di studenti del Corso di laurea in Scienze dell’Educazione.

Il senso degli oggetti

Il movimento del Realismo Terminale sembra provocare il mondo dell’educativo a una riflessione intorno al ruolo che gli oggetti hanno assunto nel nostro vivere. In questo intervento si intende accogliere questa provocazione e valutare in che misura le opere artistiche del Realismo Terminale possano contribuire all’umanizzazione dell’essere umano.

Word and mimesis

The essay is developed through a dialogue between two definitions of a human being: Human beings are human beings because they have word (Sheler, Ebner, Ducci) and Human beings are mimetic animals par excellence (Aristotle). From this dialogue emerges the sense of a re-evaluation of the poetic dimension of word for human expression. A fundamental contribution to this re-evaluation of the poetic dimension of word will be provided by the research work developed by the theatre master Orazio Costa Giovangigli who spent his life solving the problem of how to bring the word of an author to life on stage through the interpretation of an actor.

Mimesis, educazione poetica e didattica inclusiva

L’intento del presente studio è quello di rileggere la riflessione platonica e aristotelica su mimesis, anche alla luce degli studi più recenti, per ipotizzare una didattica che costruendosi poeticamente e non soltanto razionalmente possa costituirsi come inclusiva, perché in grado di rispondere ai bisogni profondi di coloro che presentano difficoltà di apprendimento e di comportamento.

Essere accesi per cambiare il mondo

La “grande distrazione”, che proponiamo come categoria pedagogica ed esistenziale, ci sembra rappresentare un rischioso nuovo paradigma dell’oggi: è l’assiduità del distoglimento da  sé,  il  continuo  essere  spostati  altrove,  la  pervasiva  induzione  a  eludere il  qui  e  ora,  il ripiegamento  delle  più  belle  energie  umane  verso  la  stasi. È  allora  necessario  e  urgente chiederci:  come  si  può  favorire  la  presenza  piena,  nella  vita  quotidiana  e  in  particolare  nei contesti educativi? Nel presente studio, attraverso le riflessioni di autori classici e il pensiero complesso di Edgar Morin, mettiamo in luce come un’educazione poetica (ossia che coltivi e valorizzi    la    capacità    mimesica    e    la    partecipazione    estetica    alla    realtà)    consenta un’intensificazione della qualità dell’esserci e dell’essere insieme, e quindi della presenza. Riportiamo infine un esempio di educazione poetica raccontando l’esperienza del progetto educativo “Il sasso nello stagno. In movimento tra parole e storie”, una sperimentazione svolta in alcuni licei italiani in cui la lettura espressiva ha costituito la via privilegiata per accendere e aiutare a manifestare la presenza piena degli studenti.