Da anima ad anima
Da anima ad anima: Camilleri, Costa e il coraggio dello spirito Elisabetta Proietti (Autore) 23 novembre 2019 Intervento presentato alla giornata di studi Mimesis e Educazione …
Da anima ad anima: Camilleri, Costa e il coraggio dello spirito Elisabetta Proietti (Autore) 23 novembre 2019 Intervento presentato alla giornata di studi Mimesis e Educazione …
Nel novembre 1960, la rivista Esprit dedica un approfondimento monografico al tema della sessualità e Paul Ricœur ne cura l’introduzione. Questo studio indaga le riflessioni che Ricœur dedica ad amore e sessualità e nasce dall’ esperienza che l’autore ha maturato facendo lezione sulle pagine delle Lettere a un giovane poeta di Rainer Maria Rilke a una sua classe di studenti del Corso di laurea in Scienze dell’Educazione.
Questo studio presenta l’espressione umana entro l’orizzonte della filosofia dell’educazione; in seconda battuta indaga la natura mimesica della parola proponendo una paideia volta alla ri-sacralizzazione del dialogo nella quotidianità, attraverso la Pedagogia dell’Espressione. La terza parte traccia l’orizzonte di un progetto educativo come base euristica di una ricerca-azione sulla cura della parola dell’essere umano, nei luoghi dell’educativo.
Il movimento del Realismo Terminale sembra provocare il mondo dell’educativo a una riflessione intorno al ruolo che gli oggetti hanno assunto nel nostro vivere. In questo intervento si intende accogliere questa provocazione e valutare in che misura le opere artistiche del Realismo Terminale possano contribuire all’umanizzazione dell’essere umano.
The essay is developed through a dialogue between two definitions of a human being: Human beings are human beings because they have word (Sheler, Ebner, Ducci) and Human beings are mimetic animals par excellence (Aristotle). From this dialogue emerges the sense of a re-evaluation of the poetic dimension of word for human expression. A fundamental contribution to this re-evaluation of the poetic dimension of word will be provided by the research work developed by the theatre master Orazio Costa Giovangigli who spent his life solving the problem of how to bring the word of an author to life on stage through the interpretation of an actor.
Mentre prosegue la ritirata degli adulti sui temi dell’educazione alla relazione sessuale, qualcuno tenta di abitare questo spazio in maniera diversa, di inventarsi vie di accesso. Nell’articolo il racconto della sperimentazione poetica sulla sessualità realizzata dal MimesisLab e dalla Compagnia di arti sceniche Roma Tre Mimesis dell’Università Roma Tre.
L’intento del presente studio è quello di rileggere la riflessione platonica e aristotelica su mimesis, anche alla luce degli studi più recenti, per ipotizzare una didattica che costruendosi poeticamente e non soltanto razionalmente possa costituirsi come inclusiva, perché in grado di rispondere ai bisogni profondi di coloro che presentano difficoltà di apprendimento e di comportamento.
La “grande distrazione”, che proponiamo come categoria pedagogica ed esistenziale, ci sembra rappresentare un rischioso nuovo paradigma dell’oggi: è l’assiduità del distoglimento da sé, il continuo essere spostati altrove, la pervasiva induzione a eludere il qui e ora, il ripiegamento delle più belle energie umane verso la stasi. È allora necessario e urgente chiederci: come si può favorire la presenza piena, nella vita quotidiana e in particolare nei contesti educativi? Nel presente studio, attraverso le riflessioni di autori classici e il pensiero complesso di Edgar Morin, mettiamo in luce come un’educazione poetica (ossia che coltivi e valorizzi la capacità mimesica e la partecipazione estetica alla realtà) consenta un’intensificazione della qualità dell’esserci e dell’essere insieme, e quindi della presenza. Riportiamo infine un esempio di educazione poetica raccontando l’esperienza del progetto educativo “Il sasso nello stagno. In movimento tra parole e storie”, una sperimentazione svolta in alcuni licei italiani in cui la lettura espressiva ha costituito la via privilegiata per accendere e aiutare a manifestare la presenza piena degli studenti.
Drammaturgia di strada molto liberamente ispirata al paragrafo 125 della “Gaia Scienza” di Friedrich Nietzsche.
Perché mettere insieme queste due realtà? Che relazione ci può essere tra loro? In questo saggio si tenta di problematizzare la creatività e il movimento creativo, viene poi analizzato l’abbandono scolastico, per mettere in luce, infine, alcune decisive connessioni tra i due movimenti.