Pubblicazioni
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Coltivare l’essere-in-relazione

In queste pagine si riflette sulla necessità di una rivoluzione epistemologica in senso relazionale, che consenta, aldilà dell’approccio dicotomico e riduzionista, la valorizzazione delle reliance intra e iner-umane, tra uomo e natura, logos e mythos. L’ipotesi è che una maggiore integrazione dell’approccio estetico – capace di praticare i sentieri dell’unità, superando opposizioni e dualismi – nelle modalità di conoscenza e relazione permetterebbe tale rivoluzione e di coltivare, quindi, l’essere-in-relazione.

Il paradigma poetico come nuovo paradigma dell’educativo

Una disarmonia radicale tra noi umani e il mondo che ci circonda ha una sua origine dal prevalere, nell’Occidente del mondo, di un paradigma educativo che privilegia la razionalità a scapito della mimesicità. La razionalità è la capacità con cui tentiamo di apprendere l’altro da noi ponendoci di fronte ad esso e analizzandolo; la mimesicità è la capacità con cui comprendiamo l’altro per connaturalità, sintonizzandoci con l’altro. In questo studio si riprenderanno gli inizi di questa contrapposizione: rileggendo pagine di Platone e gli sviluppi che si sono avuti con Aristotele. Infine, verranno presentati alcuni aspetti del Metodo mimico elaborato per la formazione dell’attore da Orazio Costa, che si basa proprio su un cambiamento di paradigma educativo: diventare gli elementi della natura per imparare a vivere in sé l’altro da sé.

Ermeneutica dell’educativo: una metodologia di ricerca esigente e inattuale

Questo studio intende illustrare la modalità di ricerca ideata e impiegata da Edda Ducci per filosofare sull’educativo, l’ermeneutica dell’educativo, al fine di mettere in luce la validità e significatività dell’apporto che questo approccio metodologico può recare alla ricerca in ambito educativo.  Tale procedimento inattuale ed esigente, capace di rispettare la peculiare natura del suo oggetto, l’educativo, si caratterizza di elementi in parte atipici: muove dalla preoccupazione per l’uomo e ambisce ad avere potere umanante, si delinea come approccio sapienziale-esistenziale, esigendo dal ricercatore di impiegare, oltre alla canonica strumentazione oggettiva, anche quella soggettiva, richiedendogli un profondo coinvolgimento personale. Lo studio si conclude con una riflessione sull’esperienza personale dell’autrice rispetto alla pratica di questa metodologia, in cui vengono messi in luce gli aspetti potenzialmente problematici di tale percorso nonché la ricchezza che l’ermeneutica dell’educativo è capace di apportare.

Riflessioni sull’estetica del docere

Quando una lezione è bella? In questo studio l’autore prova a rispondere a questa domanda, interrogandosi sulla lezione come luogo dialogico, sulle sue qualità estetiche, sull’importanza della qualità della relazione del docente sia con il soggetto di studio che con gli studenti e le studentesse e ipotizzando infine come la bellezza di una lezione si misuri proprio dagli effetti che essa provoca in chi vi partecipa.

Il progetto attraverso le testimonianze dei componenti della Compagnia “Roma Tre Mimesis”

Per tentare di comprendere meglio quali siano le caratteristiche, le valenze pedagogiche e le potenzialità di un progetto di educazione poetica alla sessualità quale aspira a essere Stanze di Eros abbiamo intervistato i componenti della compagnia Roma Tre Mimesis, che hanno sperimentato in prima persona questa pratica di educazione sessuale. Nel saggio vengono riportati estratti dalle interviste e vengono messi in luce alcuni elementi fondamentali del vissuto dei partecipanti alla sperimentazione.

Il contributo si articola attraverso una premessa finalizzata a ricordare la centralità del teatro nella vita, e forse anche nell’Opera, di Albert Camus; e a indicare la collocazione all’interno della sua produzione del lavoro teatrale su cui si eserciterà la proposta ermeneutica. Seguirà poi una brevissima riflessione sul senso che può avere la scelta di un autore-filosofo come Camus di scrivere teatro, e sul ruolo che possono avere le pause e i silenzi in questo linguaggio artistico. Quindi si affronterà quanto indicato nel titolo di questo intervento e ci si occuperà di tentare di leggere il senso delle pause e dei silenzi che Camus inserisce all’interno del testo de Il malinteso.

La poetica complessa di Edgar Morin

Questo studio presenta i risultati di una ricerca dottorale dedicata al pensiero complesso di Morin, in particolare alle riflessioni sulla dimensione poetica ed estetica e alle loro implicazioni educative. Si tenta di delineare la poetica complessa dell’autore attraverso un’indagine sulla categoria di «poesia della vita» da egli elaborata , esaminando quali siano i dinamismi che la caratterizzano, quale la sua valenza antropologica e come essa si inserisca all’interno dell’«antropo-bio-cosmologia» complessa moriniana. Il fine ultimo è quello di analizzare la «poeticizzazione» proposta dal pensatore, mettendone in luce le potenzialità e le valenze per la fioritura del singolo e della convivenza, e di favorirne la realizzazione nella concretezza del vivere.

Leggere (con gioia) per scrivere il futuro

Di fronte alla crisi della presenza che attraversiamo e al rischio che la “grande distrazione” si imponga fino a diventare caratteristica strutturale dell’umano che depotenzia attenzione e sensi e affievolisce progressivamente la capacità di incidere sulla realtà e di “vedere” e quindi costruire futuri possibili e possibilmente migliori – e che arrivi a configurarsi come pericolo per la stessa sopravvivenza dell’umano –, è necessario individuare le strade che svolgano la funzione concreta di richiamo alla presenza piena, a quell’esserci che, dunque, sa anche costruire qualità nella relazione con ogni alterità. Il contributo propone la lettura ad alta voce e l’approccio al testo basato sulla ricerca paideia mimesis come una delle strade praticabili, utilizzando il linguaggio artistico come sfida educativa e incentivando l’apertura alla creatività. C’è una fame di bellezza e di presenza consapevole che ci abita e che non possiamo continuare ad ignorare, se vogliamo costruire un mondo più bello, più buono, più giusto. Il contributo dà conto di alcuni progetti.

Il paradigma poetico per un’educazione alla sessualità

Il contesto italiano sembra essere caratterizzato da una obsolescenza, quando non totale disattenzione, rispetto all’educazione sessuale. Eppure, quella erotica e affettiva è una dimensione fondamentale per il benessere e lo sviluppo personale e sociale dell’umano. Che tipo di interventi educativi possiamo progettare per impegnarci a prendercene cura? In questo studio presentiamo l’educazione poetica alla sessualità proposta nel progetto Stanze di Eros e, in particolare, una sperimentazione laboratoriale con studenti universitari che ne ha approfondito le caratteristiche e i benefici. Le testimonianze raccolte evidenziano gli effetti positivi di un intervento educativo che valorizza il sentire soggettivo, incentiva la condivisione dei vissuti e ricorre ai linguaggi estetici, in particolare rispetto a un miglioramento nella qualità dell’espressione, della comprensione e della relazione, rispetto al sé e all’alterità, e quindi a una percezione di maggiore benessere.