Il contributo si articola attraverso una premessa finalizzata a ricordare la centralità del teatro nella vita, e forse anche nell’Opera, di Albert Camus; e a indicare la collocazione all’interno della sua produzione del lavoro teatrale su cui si eserciterà la proposta ermeneutica. Seguirà poi una brevissima riflessione sul senso che può avere la scelta di un autore-filosofo come Camus di scrivere teatro, e sul ruolo che possono avere le pause e i silenzi in questo linguaggio artistico. Quindi si affronterà quanto indicato nel titolo di questo intervento e ci si occuperà di tentare di leggere il senso delle pause e dei silenzi che Camus inserisce all’interno del testo de Il malinteso.
Gilberto Scaramuzzo
Educazione estetica e formazione umana
Educazione estetica e formazione umana Gilberto Scaramuzzo (Autore) 2024 In V. Berni & F. Antonacci (a cura di), Le arti dell’educare (pp. 39-52). Franco Angeli. Descrizione
In-tendere
Questo libro è il grido di richiamo di un uomo agli altri uomini. Chiamata a rispondere è ogni umanità che non si vuole spersa. La filosofia dell’educazione guadagna un Premio Nobel inusitato e geniale, che parla con voce nuova e invoglia al vivere.
La comunicazione umanante
Questo volume prosegue la collana, diretta da Edda Ducci e edita da Anicia, “Filosofare sull’educativo” e si pone idealmente come quarto volume collettaneo di quella serie: la stessa Ducci, prima della morte, ne ha impostato il tema, lasciando ai suoi collaboratori il compimento dell’opera. Un titolo contro-tendenza che segna un impegno anch’esso contro-tendenza: quando sembra urgente spendere le proprie energie per spiegare e per risolvere, impegnarsi, invece, per scrutare l’aspetto di mistero della comunicazione umana/umanante, quell’aspetto che non può – per la sua natura – essere l’oggetto di un’analisi logico-razionale, ma che evidentemente è nella comunicazione umana/umanante, e che se misconosciuto la impoverisce, fino a immiserirla qualitativamente, a dispetto di qualsivoglia incremento quantitativo. Quattro saggi che indagano l’aspetto misterioso della comunicazione umana/umanante in quattro opere: un luogo dell’insegnare, un diario soggettivo, un film, la trascrizione delle lezioni di un filosofo.
Paideia Mimesis
Rendersi simile nella voce o nel gesto a qualcuno o a qualcosa è quel che Platone chiama fare la mímesis. Molto presente nel giocare spontaneo dei bambini, la mímesis viene ignorata o combattuta dall’azione educativa che ci fa adulti nell’Occidente del mondo.
Mimopaideia
Rendersi simile nella voce e/o nel gesto a qualcuno o a qualcosa è fare la mímesis di quel qualcuno o di quel qualcosa. Cosa succede se l’azione formativa, educativa, terapeutica insiste su questo esercizio? Anoressia, bulimia, malattia psichiatrica, ma anche bambini della scuola dell’infanzia, adulti che vogliono imparare a scrivere, e un’antropologa compongono l’eterogenea umanità coinvolta in questa ricerca.
Così è (se vi pare). Una lettura pedagogica
Affermare il Così è (se vi pare) come opera di assoluta valenza educativa, quasi utopia per una convivenza felice, è atto che non può essere fatto con leggerezza: richiede conferme da umanità che abbiano saggiato nel vivere il valore nutritivo dell’opera. Solo quando la risposta umana è sembrata evidente, è anche sembrato opportuno lo scrivere e il pubblicare questa lettura.
Educazione poetica. Dalla Poetica di Aristotele alla poetica dell’educare
Aristotele nella “Poetica”, ricercando le cause che sono all’origine di quest’arte, propone un’antropologia della mimesis. In questa natura egli ritiene che risieda il mistero che consente all’uomo di comprendere, creare, e provare piacere.
Per un’ermeneutica dell’educativo
Il volume presenta “l’ermeneutica dell’educativo”: una singolare e inattuale metodologia di ricerca in ambito pedagogico. I caratteri di questa metodologia vengono elaborati dall’autore a partire da una lettura critica dalle pubblicazioni scritte e da quelle orali della filosofa dell’educazione Edda Ducci.
L’insegnante come l’artista
Il testo propone una visione dell’insegnamento come forma d’arte, fondata su basi filosofiche ed ermeneutiche, capace di rinnovare il modo di pensare e agire dei docenti. Con uno stile semplice e diretto, stimola riflessione, ispira e invita a vivere l’insegnamento come ricerca di senso e di bellezza.
