Gilberto Scaramuzzo
Gilberto Scaramuzzo

Building civic coexistence through body and movement

The text reports on the workshop conducted by the author within the DEMO:DRAM (Democracy through Drama) project. The workshop “Building civic coexistence through body and movement” explores elements of cooperation through movement. As a result of this participants are asked to reflect on their feelings of co-operating in movement with each other and how similarities and diversities open up through the experiences. The participants are also asked to consider how the quality of their relationship with each other is deepened. Gradually we extend this quality to a whole group experience.

The Poetry of Mimesis

The text reports on the workshop conducted by the author within the DEMO:DRAM (Democracy through Drama) project. The workshop “The Poetry of Mimesis” seeks to explore how we can read and respond to texts differently in order to develop a deeper understanding of the author’s intention. During the experience of this workshop, it is intended that participants will create the mimesis of the words of a poem using all of their body. Adaptations of this workshop could be used in English to explore a specific extract of a novel or a news article. Alternatively, this approach could be used in history and/or media studies to evaluate different texts and bias.

Quando la scuola non crea disagio: apprendimento e amore

Nei nostri studi e nelle nostre riflessioni forse siamo più propensi ad affrontare il tema del disagio scolastico avvertito da alcuni studenti e a cui il sistema formativo deve poter far fronte, piuttosto che riflettere sul disagio che la pratica scolastica può creare negli studenti mentre realizza la dinamica che maggiormente le pertiene, quella relativa al processo di insegnamento-apprendimento. Queste pagine propongono un’analisi filosofico-educativa sul tema dell’apprendimento con il fine di provocare una riflessione in chiunque sia davvero interessato a evitare che proprio in questo processo si annidi, nell’ambito scolastico, il rischio della generazione di un disagio.

La maleducazione di un corpo poetico

Questo contributo parte da alcune fondamentali osservazioni antropologiche di Marcel Jousse sul mimismo umano per poi accennare a due maestri di teatro che, coerentemente con le analisi di Jousse, hanno costruito le loro pedagogie poetiche e per, infine, concludersi con delle domande aperte vogliose di accendere una riflessione su quanto una  rivalutazione in ambito educativo del corpo poetico possa contribuire al benessere umano.

Schegge poetiche per un’educazione sessuale dalla lettura di pagine di Rainer Maria Rilke

In questo saggio, allo scopo di fornire foss’anche un minimo contributo a un nodo così cruciale per la felicità di ogni singolo e della convivenza– giungere a un’espressione piena, autentica e appagante della propria sessualità – si rileggono, utilizzando un procedimento ermeneutico-educativo, alcune pagine delle Lettere a un giovane poeta di Rainer Maria Rilke. In essa l’autore, oltre un secolo fa, si impegnava a causare, con parole fortemente ri-sentite, un’educazione all’espressione sessuale e sentimentale del giovane interlocutore con cui intrattenne il famoso scambio epistolare.

Il paradigma poetico come nuovo paradigma dell’educativo

Una disarmonia radicale tra noi umani e il mondo che ci circonda ha una sua origine dal prevalere, nell’Occidente del mondo, di un paradigma educativo che privilegia la razionalità a scapito della mimesicità. La razionalità è la capacità con cui tentiamo di apprendere l’altro da noi ponendoci di fronte ad esso e analizzandolo; la mimesicità è la capacità con cui comprendiamo l’altro per connaturalità, sintonizzandoci con l’altro. In questo studio si riprenderanno gli inizi di questa contrapposizione: rileggendo pagine di Platone e gli sviluppi che si sono avuti con Aristotele. Infine, verranno presentati alcuni aspetti del Metodo mimico elaborato per la formazione dell’attore da Orazio Costa, che si basa proprio su un cambiamento di paradigma educativo: diventare gli elementi della natura per imparare a vivere in sé l’altro da sé.

Riflessioni sull’estetica del docere

Quando una lezione è bella? In questo studio l’autore prova a rispondere a questa domanda, interrogandosi sulla lezione come luogo dialogico, sulle sue qualità estetiche, sull’importanza della qualità della relazione del docente sia con il soggetto di studio che con gli studenti e le studentesse e ipotizzando infine come la bellezza di una lezione si misuri proprio dagli effetti che essa provoca in chi vi partecipa.

Il contributo si articola attraverso una premessa finalizzata a ricordare la centralità del teatro nella vita, e forse anche nell’Opera, di Albert Camus; e a indicare la collocazione all’interno della sua produzione del lavoro teatrale su cui si eserciterà la proposta ermeneutica. Seguirà poi una brevissima riflessione sul senso che può avere la scelta di un autore-filosofo come Camus di scrivere teatro, e sul ruolo che possono avere le pause e i silenzi in questo linguaggio artistico. Quindi si affronterà quanto indicato nel titolo di questo intervento e ci si occuperà di tentare di leggere il senso delle pause e dei silenzi che Camus inserisce all’interno del testo de Il malinteso.

In-tendere

Questo libro è il grido di richiamo di un uomo agli altri uomini. Chiamata a rispondere è ogni umanità che non si vuole spersa. La filosofia dell’educazione guadagna un Premio Nobel inusitato e geniale, che parla con voce nuova e invoglia al vivere.