Gilberto Scaramuzzo
Gilberto Scaramuzzo

Il paradigma poetico come nuovo paradigma dell’educativo

Una disarmonia radicale tra noi umani e il mondo che ci circonda ha una sua origine dal prevalere, nell’Occidente del mondo, di un paradigma educativo che privilegia la razionalità a scapito della mimesicità. La razionalità è la capacità con cui tentiamo di apprendere l’altro da noi ponendoci di fronte ad esso e analizzandolo; la mimesicità è la capacità con cui comprendiamo l’altro per connaturalità, sintonizzandoci con l’altro. In questo studio si riprenderanno gli inizi di questa contrapposizione: rileggendo pagine di Platone e gli sviluppi che si sono avuti con Aristotele. Infine, verranno presentati alcuni aspetti del Metodo mimico elaborato per la formazione dell’attore da Orazio Costa, che si basa proprio su un cambiamento di paradigma educativo: diventare gli elementi della natura per imparare a vivere in sé l’altro da sé.

Riflessioni sull’estetica del docere

Quando una lezione è bella? In questo studio l’autore prova a rispondere a questa domanda, interrogandosi sulla lezione come luogo dialogico, sulle sue qualità estetiche, sull’importanza della qualità della relazione del docente sia con il soggetto di studio che con gli studenti e le studentesse e ipotizzando infine come la bellezza di una lezione si misuri proprio dagli effetti che essa provoca in chi vi partecipa.

Il contributo si articola attraverso una premessa finalizzata a ricordare la centralità del teatro nella vita, e forse anche nell’Opera, di Albert Camus; e a indicare la collocazione all’interno della sua produzione del lavoro teatrale su cui si eserciterà la proposta ermeneutica. Seguirà poi una brevissima riflessione sul senso che può avere la scelta di un autore-filosofo come Camus di scrivere teatro, e sul ruolo che possono avere le pause e i silenzi in questo linguaggio artistico. Quindi si affronterà quanto indicato nel titolo di questo intervento e ci si occuperà di tentare di leggere il senso delle pause e dei silenzi che Camus inserisce all’interno del testo de Il malinteso.

In-tendere

Questo libro è il grido di richiamo di un uomo agli altri uomini. Chiamata a rispondere è ogni umanità che non si vuole spersa. La filosofia dell’educazione guadagna un Premio Nobel inusitato e geniale, che parla con voce nuova e invoglia al vivere.

La comunicazione umanante

Questo volume prosegue la collana, diretta da Edda Ducci e edita da Anicia, “Filosofare sull’educativo” e si pone idealmente come quarto volume collettaneo di quella serie: la stessa Ducci, prima della morte, ne ha impostato il tema, lasciando ai suoi collaboratori il compimento dell’opera. Un titolo contro-tendenza che segna un impegno anch’esso contro-tendenza: quando sembra urgente spendere le proprie energie per spiegare e per risolvere, impegnarsi, invece, per scrutare l’aspetto di mistero della comunicazione umana/umanante, quell’aspetto che non può – per la sua natura – essere l’oggetto di un’analisi logico-razionale, ma che evidentemente è nella comunicazione umana/umanante, e che se misconosciuto la impoverisce, fino a immiserirla qualitativamente, a dispetto di qualsivoglia incremento quantitativo. Quattro saggi che indagano l’aspetto misterioso della comunicazione umana/umanante in quattro opere: un luogo dell’insegnare, un diario soggettivo, un film, la trascrizione delle lezioni di un filosofo.

Paideia Mimesis

Rendersi simile nella voce o nel gesto a qualcuno o a qualcosa è quel che Platone chiama fare la mímesis. Molto presente nel giocare spontaneo dei bambini, la mímesis viene ignorata o combattuta dall’azione educativa che ci fa adulti nell’Occidente del mondo.

Mimopaideia

Rendersi simile nella voce e/o nel gesto a qualcuno o a qualcosa è fare la mímesis di quel qualcuno o di quel qualcosa. Cosa succede se l’azione formativa, educativa, terapeutica insiste su questo esercizio? Anoressia, bulimia, malattia psichiatrica, ma anche bambini della scuola dell’infanzia, adulti che vogliono imparare a scrivere, e un’antropologa compongono l’eterogenea umanità coinvolta in questa ricerca.

Così è (se vi pare). Una lettura pedagogica

Affermare il Così è (se vi pare) come opera di assoluta valenza educativa, quasi utopia per una convivenza felice, è atto che non può essere fatto con leggerezza: richiede conferme da umanità che abbiano saggiato nel vivere il valore nutritivo dell’opera. Solo quando la risposta umana è sembrata evidente, è anche sembrato opportuno lo scrivere e il pubblicare questa lettura.