Teatri di fuoco
Teatri di fuoco Gilberto Scaramuzzo (Autore) 2011 Scuola Materna, 14, 56-57. Descrizione Nella serie di articoli “Teatri di…” per la rivista “Scuola Materna per l’Educazione …
Teatri di fuoco Gilberto Scaramuzzo (Autore) 2011 Scuola Materna, 14, 56-57. Descrizione Nella serie di articoli “Teatri di…” per la rivista “Scuola Materna per l’Educazione …
Questo laboratorio di educazione teatrale si propone di aiutare i bambini a rivolgere il proprio sguardo all’interno di sé per scoprire e iniziare un relazionarsi, mediante l’impiego della capacità mimesica, con quel che immediatamente è vitale in loro: quegli elementi in noi che ci consentono di vivere. I bambini potranno dunque essere accompagnati a conoscere meglio il cuore, i polmoni e la mano attraverso l’ascolto e l’espressione.
Partendo da alcune riflessioni di Aristotele e di Platone, questo articolo approfondisce l’apprendimento mimesico – cioè quel farsi simile che consente integralmente, veramente, di assimilare – e mette in evidenza il ruolo di una rivalutazione della mimesis nella teoria e nella prassi educativa contemporanea.
L’articolo analizza 422e ss. per riconsiderare, alla luce del dialogo tra Socrate ed Ermogene, il ruolo da assegnare alla mimesis nella riflessione e nella prassi educativa, con una particolare attenzione alla comunicazione non verbale come modo paradossale di mostrare la natura delle cose.
Il termine “scienze”, diventato quasi un marchio necessario per segnare la formazione ai mestieri dell’educativo, rischia di oscurare dimensioni della natura umana che rifiutano ogni riduzionismo logico-razionale, in particolare la dimensione poetica. Raccogliendo il nucleo di questa dimensione poetica attorno al concetto platonico/aristotelico di mimesis, si accenna ai benefici che una riconsiderazione di essa potrebbe portare al singolo e alla convivenza nella complessità che segna l’attualità.
Il testo esamina come la definizione di uomo come animale mimetico, fornita da Aristotele nella Poetica, sia sottovalutata nella prassi educativa. Sostenendo una rivalutazione della mimesi come necessaria alla prassi educativa, l’articolo presenta un progetto realizzato attraverso questo principio in un contesto scolastico multietnico.
A scuola si fatica a provare piacere nell’apprendere/comprendere, spesso per una sottovalutazione della natura mimesica umana. Prendersi cura non solo della natura razionale ma anche di quella mimesica può portare a una riqualificazione del processo educativo e del relazionarsi basata sul com-prendere.
Una esplorazione in chiave poetico-pedegogica delle immagini di un video realizzato all’interno di un progetto che ha coinvolto bambini e adulti di una scuola multietnica di Roma. Il progetto aveva come scopo principale quello di valorizzare l’utilizzo della mimesis per l’apprendimento della lingua italiana come seconda lingua. Nel suo svolgimento ha allargato i suoi confini per invadere molti luoghi della didattica.
This paper reconsiders Aristotle’s view of humans as mimetic beings, arguing that mimesis is crucial for education and human flourishing. Its neglect has damaged coexistence. Emphasizing mimesis restores the essential bond between self and other, enriching human coexistence beyond mere rationality.
Da anima ad anima: Camilleri, Costa e il coraggio dello spirito Elisabetta Proietti (Autore) 23 novembre 2019 Intervento presentato alla giornata di studi Mimesis e Educazione …