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Il Metodo mimico di Orazio Costa come pedagogia dell’espressione

La ricerca qui presentata ha analizzato, con un procedimento ermeneutico filosofico-educativo, in che misura il Metodo mimico elaborato e sperimentato da Orazio Costa per la formazione dell’attore possa costituire un esempio eccellente di pedagogia dell’espressione. Nel corso della ricerca è emerso come Orazio Costa attraverso la teorizzazione e la sperimentazione del suo Metodo si ritrovò ad aver sviluppato una nuova pedagogia che aveva la forza di concretare quel potenziale espressivo che nell’individuo invera la libertà della sua natura umana.

Teatro, educazione, democrazia

Obbiettivo di questa ricerca è la delineazione di un profilo, sia dal punto di vista filosofico-educativo sia sul piano della pratica educativo-teatrale, della figura del/della pedagogo/a teatrale operante all’interno della scuola italiana. La ricerca intende immettere l’Università come consulente pedagogico nell’attuale tavolo dei lavori e affrontare il rapporto fra teatro e giovani, spettacolo e scuola, fra mondo produttivo artistico (enti culturali/singoli operatori) e mondo della scuola, al fine di strutturare una proposta di alta ispirazione educativa, rifacendosi, tra l’altro, alla parabola pedagogica del metodo mimico di Orazio Costa. Una proposta, quella qui tratteggiata, che parte da un’acclarata e profonda consapevolezza del valore della pedagogia teatrale così come della specificità storicizzata dell’insegnamento delle discipline all’interno della scuola. 

Educazione alla poetica del vivere nell’esperienza del MIM

Il progetto di ricerca parte dall’ipotesi secondo la quale una cura costante verso l’educazione alla creatività e lo sviluppo della dimensione espressiva, lungo tutto l’arco della vita, coincida con l’incremento della capacità relazionale, stimoli il pensiero critico, nutra l’attitudine all’ascolto e ingeneri una comunicazione efficace. L’obiettivo è stato quello di ricostruire e di rivalutare l’esperienza del MIM “Centro di Avviamento all’Espressione”, nato a Firenze nel 1979 per volere di Orazio Costa, per trarre ispirazione da una buona pratica di Pedagogia dell’espressione che risponda alle urgenze educative che segnano l’attualità.

Becoming “The Infinity” by Giacomo Leopardi through mimesis

The text reports on the workshop conducted by the author within the DEMO:DRAM (Democracy through Drama) project. In the workshop “Becoming ‘The Infinity’ by Giacomo Leopardi through mimesis”, starting from the mimesis of the elements (fire, earth, air, water), the participants approach the words of the poem, first in its original language followed by an exploration of the text translated into the participants’ mother tongues.

Building civic coexistence through body and movement

The text reports on the workshop conducted by the author within the DEMO:DRAM (Democracy through Drama) project. The workshop “Building civic coexistence through body and movement” explores elements of cooperation through movement. As a result of this participants are asked to reflect on their feelings of co-operating in movement with each other and how similarities and diversities open up through the experiences. The participants are also asked to consider how the quality of their relationship with each other is deepened. Gradually we extend this quality to a whole group experience.

The Poetry of Mimesis

The text reports on the workshop conducted by the author within the DEMO:DRAM (Democracy through Drama) project. The workshop “The Poetry of Mimesis” seeks to explore how we can read and respond to texts differently in order to develop a deeper understanding of the author’s intention. During the experience of this workshop, it is intended that participants will create the mimesis of the words of a poem using all of their body. Adaptations of this workshop could be used in English to explore a specific extract of a novel or a news article. Alternatively, this approach could be used in history and/or media studies to evaluate different texts and bias.

Migrating Memories

The text reports on the workshop conducted by the author within the DEMO:DRAM (Democracy through Drama) project. Starting from the word ‘memory’ in participants’ mother tongue, and from other words connected with ’memory’, the facilitator proposes a ‘mimetic exploration’ aimed to trace a common history of migration. The facilitator builds a shared drama through Mimesis in Education methodology. The starting point of the workshop is to explore words related to journeys in the participants’ home language. The students then build a story through movement and mime based on the connection of the key words. Students work collaboratively to interpret and understand each other’s story.

Quando la scuola non crea disagio: apprendimento e amore

Nei nostri studi e nelle nostre riflessioni forse siamo più propensi ad affrontare il tema del disagio scolastico avvertito da alcuni studenti e a cui il sistema formativo deve poter far fronte, piuttosto che riflettere sul disagio che la pratica scolastica può creare negli studenti mentre realizza la dinamica che maggiormente le pertiene, quella relativa al processo di insegnamento-apprendimento. Queste pagine propongono un’analisi filosofico-educativa sul tema dell’apprendimento con il fine di provocare una riflessione in chiunque sia davvero interessato a evitare che proprio in questo processo si annidi, nell’ambito scolastico, il rischio della generazione di un disagio.

La maleducazione di un corpo poetico

Questo contributo parte da alcune fondamentali osservazioni antropologiche di Marcel Jousse sul mimismo umano per poi accennare a due maestri di teatro che, coerentemente con le analisi di Jousse, hanno costruito le loro pedagogie poetiche e per, infine, concludersi con delle domande aperte vogliose di accendere una riflessione su quanto una  rivalutazione in ambito educativo del corpo poetico possa contribuire al benessere umano.

Schegge poetiche per un’educazione sessuale dalla lettura di pagine di Rainer Maria Rilke

In questo saggio, allo scopo di fornire foss’anche un minimo contributo a un nodo così cruciale per la felicità di ogni singolo e della convivenza– giungere a un’espressione piena, autentica e appagante della propria sessualità – si rileggono, utilizzando un procedimento ermeneutico-educativo, alcune pagine delle Lettere a un giovane poeta di Rainer Maria Rilke. In essa l’autore, oltre un secolo fa, si impegnava a causare, con parole fortemente ri-sentite, un’educazione all’espressione sessuale e sentimentale del giovane interlocutore con cui intrattenne il famoso scambio epistolare.