Gilberto Scaramuzzo
Gilberto Scaramuzzo

Teatri d’acqua II

Nella serie di articoli “Teatri di…” per la rivista “Scuola Materna per l’Educazione dell’Infanzia” vengono proposti dei laboratori di educazione teatrale che hanno l’obiettivo di impiegare e sviluppare la capacità mimesica dei bambini, quella capacità che consente la relazione più intima e vitale con l’altro da sé e che viene poco considerata, se non ostacolata, nella pratica educativa. Fare la mimesis dei vari elementi della natura (in questo caso, dell’acqua) può giocare un ruolo essenziale per avviare il bambino all’uso bello e buono del suo potenziale espressivo.

I più piccoli del mondo al più grande festival di teatro del mondo

Partendo dalle suggestioni teoriche e fotografiche frutto della partecipazione al Fringe Festival di Edimburgo in Scozia, l’articolo riflette sull’artista di strada, la sua performance e relazione con il pubblico, in particolare infantile, e propone un laboratorio di educazione teatrale per bambini che prevede la costruzione collettiva di un grande “spettacolo di strada” in cui i bambini/artisti di strada siano i protagonisti.

Teatri d’aria I

Nella serie di articoli “Teatri di…” per la rivista “Scuola Materna per l’Educazione dell’Infanzia” vengono proposti dei laboratori di educazione teatrale che hanno l’obiettivo di impiegare e sviluppare la capacità mimesica dei bambini, quella capacità che consente la relazione più intima e vitale con l’altro da sé e che viene poco considerata, se non ostacolata, nella pratica educativa. Fare la mimesis dei vari elementi della natura (in questo caso, dell’aria) può giocare un ruolo essenziale per avviare il bambino all’uso bello e buono del suo potenziale espressivo.

Teatri d’aria II

Nella serie di articoli “Teatri di…” per la rivista “Scuola Materna per l’Educazione dell’Infanzia” vengono proposti dei laboratori di educazione teatrale che hanno l’obiettivo di impiegare e sviluppare la capacità mimesica dei bambini, quella capacità che consente la relazione più intima e vitale con l’altro da sé e che viene poco considerata, se non ostacolata, nella pratica educativa. Fare la mimesis dei vari elementi della natura (in questo caso, dell’aria) può giocare un ruolo essenziale per avviare il bambino all’uso bello e buono del suo potenziale espressivo.

Teatri di Terra

Nella serie di articoli “Teatri di…” per la rivista “Scuola Materna per l’Educazione dell’Infanzia” vengono proposti dei laboratori di educazione teatrale che hanno l’obiettivo di impiegare e sviluppare la capacità mimesica dei bambini, quella capacità che consente la relazione più intima e vitale con l’altro da sé e che viene poco considerata, se non ostacolata, nella pratica educativa. Fare la mimesis dei vari elementi della natura (in questo caso, della Terra) può giocare un ruolo essenziale per avviare il bambino all’uso bello e buono del suo potenziale espressivo.

Il teatro nel cucciolo dell’uomo

Questo laboratorio di educazione teatrale si propone di aiutare i bambini a rivolgere il proprio sguardo all’interno di sé per scoprire e iniziare un relazionarsi, mediante l’impiego della capacità mimesica, con quel che immediatamente è vitale in loro: quegli elementi in noi che ci consentono di vivere. I bambini potranno dunque essere accompagnati a conoscere meglio il cuore, i polmoni e la mano attraverso l’ascolto e l’espressione.

Si può educare alla creatività?

Troppo spesso l’azione educativa è costruita per ostacolare la creatività umana e con essa una convivenza fondata sull’empatia e sull’ascolto profondo dei bisogni dell’altro. Una convivenza di adulti che abbiano guadagnato, in forza di una azione educativa qualificata, un’eccellenza nelle proprie capacità creative ci lascia immaginare un mondo in cui ciascuno fa sé a immagine e somiglianza di quello che dice, e in cui ciascuno si fa capace di dire quello che egli è, un mondo in cui ciascuno vuole in sé l’altro come l’altro per se stesso si vuole.

Sulla sophia della poetica

Il termine “scienze”, diventato quasi un marchio necessario per segnare la formazione ai mestieri dell’educativo, rischia di oscurare dimensioni della natura umana che rifiutano ogni riduzionismo logico-razionale, in particolare la dimensione poetica. Raccogliendo il nucleo di questa dimensione poetica attorno al concetto platonico/aristotelico di mimesis, si accenna ai benefici che una riconsiderazione di essa potrebbe portare al singolo e alla convivenza nella complessità che segna l’attualità.