Gilberto Scaramuzzo
Gilberto Scaramuzzo

Il paradigma perduto

Partendo da una lettura critica dell’attuale momento storico, l’articolo si impegna nel riconoscimento di un paradigma poetico e si interroga su come esso possa essere rilevante per orientare in una maniera che sia bella buona e giusta per l’umano e per ciò che non è umano le transizioni che sono in atto. Si tratta di un paradigma che ci era stato consegnato dal mondo greco ma che il mondo occidentale sembra aver negli anni dimenticato fino a perderne il senso e la valenza. L’articolo, nel ponderare la necessità di una riscoperta di questo paradigma, si avvale anche del contributo che può venire interrogando l’IA; che, se compresa nelle sue potenzialità e nei suoi limiti, può utilmente aiutare a ri-conoscere e a ri-valutare quel che è il proprio dell’essere umano, e a salvaguardare, così, l’umanità in un momento complesso come quello attuale.

Lo spessore della parola

Le parole nascono da un rapporto profondo, mimesico, con il mondo, ma se questo rapporto è invece di superficie, se non è quello di un esperire diretto, interiore, totale, che fine fanno le parole e noi uomini con loro? L’autore ritiene che occorra, con forza e impegno, invertire questa circolarità e innescare il processo opposto: ridare spessore alla parola è ridare spessore all’uomo.

Il corpo e l’arte di essere l’altro

Nell’articolo si tenta l’analisi dell’azione del mimare, presente in ogni essere umano, ponendo l’attenzione sulla dimensione immedesimativa del mimare (quella dove tutto l’essere entra in gioco e l’esteriorità dell’agire non è che la manifestazione di profondi processi interiori), movimento ben differente dall’imitazione esteriore, e se ne indaga il ruolo all’interno dei processi di apprendimento e nel relazionarsi all’alterità.

Mimesis: from theoretical perspectives to educational practices

The paper reports on a work in progress project based on educational-philosophical theoresis on mimesis versus paideia, starting from Plato and Aristotle’s reflections on mimesis. From this theoretical perspective we went further to test some educational practices in which the individuals involved were asked to intentionally use mimesis.

Il teatro insegnato dai grandi

Il laboratorio di educazione teatrale proposto vuole rinforzare e intensificare quelle qualità umane, così prepotentemente vive nei bambini, che i grandi maestri di teatro si sono impegnati a far recuperare agli adulti educati che vogliono dedicarsi al teatro. In particolare, si ispira al lavoro pedagogico del maestro teatrale Orazio Costa Giovangigli, il Metodo mimico, evidenziando come esso possa essere di fondamentale aiuto per pensare e realizzare attività teatrali appropriate a maestre ed allievi della scuola dell’infanzia.

Teatri d’acqua

Nella serie di articoli “Teatri di…” per la rivista “Scuola Materna per l’Educazione dell’Infanzia” vengono proposti dei laboratori di educazione teatrale che hanno l’obiettivo di impiegare e sviluppare la capacità mimesica dei bambini, quella capacità che consente la relazione più intima e vitale con l’altro da sé e che viene poco considerata, se non ostacolata, nella pratica educativa. Fare la mimesis dei vari elementi della natura (in questo caso, dell’acqua) può giocare un ruolo essenziale per avviare il bambino all’uso bello e buono del suo potenziale espressivo.